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CO2 e Carbon Footprint: cosa sono? Perché la bioedilizia realizzata con il biomattone assorbe CO”? Intervista a Veronica Caciagli

Grazie ad Equilibrium e al nostro natural beton, le costruzioni realizzate con canapa e calce hanno un carboon footprint negativo, ovvero fanno bene al clima. Per spiegarvi cosa sia l’impronta di carbonio, la CO2 e come funzioni il tutto, abbiamo intervistato la Dott.ssa Veronica Caciagli, esperta di politiche del cambiamento climatico e presidente dell’Italian Climate Network.

Cosa si intende per Carbon Footprint?

E’ l’impatto sul clima: per ogni nostra attività è possibile calcolare, con un procedimento di stima, quanta CO2 viene prodotta. Ad esempio, in media ogni italiano è responsabile di 7-8 tonnellate di CO2 all’anno: questo dipende dal nostro stile di vita e dalle azioni quotidiane che, contrariamente a quanto molti pensano, è determinante sull’impatto totale sul Pianeta. Questo è evidente quando si confrontano abitanti di diversi Stati: uno statunitense produce mediamente 18 tonnellate, mentre un indiano solo 1,5! Invece un ugandese medio solo 0,1.

Cosa è la compensazione di CO2 e come funziona?

E’ possibile calcolare quante sono le emissioni associate a un determinato prodotto, o a un viaggio, o rispetto al nostro stile di vita. Per la precisione, l’unità di misura è la CO2 equivalente: vengono considerati anche altri gas ad effetto serra, come il metano, che ha un potere climalterante (Global Warming Potential) di 21 volte la CO2. Nel calcolo della CO2 associata a un prodotto, si considera tutto il ciclo di vita, con un Life Cicle Assessment, ovvero uno studio dalla produzione a quando esaurisce il suo utilizzo. Poi il principio è semplice: in atmosfera è identico dove avviene l’emissione, o l’assorbimento della CO2. Siamo tutti sotto lo stesso cielo. Per cui è possibile dare vita a dei progetti, come la forestazione o l’energia rinnovabile, che “compensino” il nostro impatto.

Può essere virtuosa la sola compensazione o va accompagnata da una attività di riduzione delle emissioni?

Va assolutamente accompagnata ad altre attività: questo meccanismo ha senso alla fine di un percorso di riduzione delle emissioni climalteranti. Faccio un esempio: se si vuole ridurre l’impatto di un evento, si dovranno innanzitutto pensare alle opzioni disponibili per tagliare la CO2 in modo diretto, e porci domande quali “posso realizzare l’evento o parte dell’evento online?”, “in che modo si sposteranno i relatori e il pubblico per raggiungere l’evento?”, “i materiali sono ecocompatibili?”, “è prevista una raccolta diffenziata?”, etc. Successivamente si può pensare di ridurre ulteriormente l’impatto attraverso la realizzazione di un intervento di compensazione.

Cosa ne pensa della capacità dei nostri biomattone e natural beton di ‘sequestare’ CO2?

E’ un aspetto molto interessante: il biomattone è in grado sia di risparmiare CO2 nel processo di costruzione, perché sostituisce il mattone tradizionale, che di stoccare carbonio, assorbito dalle piante nel normale processo di fotosintesi e poi “sequestrato” nelle costruzioni. Sarebbe interessante scoprire che impatto avrebbe se tutte le nuove costruzioni fossero fatte di questo materiale!